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Albisola. Un po di storia ...

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Ridente città adagiata sulla costa del mar Ligure, è difesa a nord dall’Appennino, attraversata dalla Via Aurelia, raggiunta dall’Autostrada e dalla Ferrovia, ha facili comunicazioni con le vicine città costiere e con il Piemonte.
Località di villeggiatura apprezzata nella stagione estiva per la spiaggia ed il mare, in inverno è favorita dal mite clima che permette rilassanti passeggiate sul lungomare che la collega ai Comuni limitrofi. Le verdeggianti colline offrono distensive camminate tutto l’anno.

L’importanza turistica di Albisola è dovuta, oltre che alla sua situazione privilegiata e alla sua vicinanza con Savona, all’ampia e pittoresca baia, riparata dai venti e all’ampio arenile sabbioso.

Ma la sua eccellenza rimane la ceramica.

Per secoli gli abili artigiani hanno lavorato l’argilla; hanno foggiato al tornio vasi e contenitori di ogni foggia, hanno fatto asciugare le ceramiche sulle rive sabbiose davanti al mare; hanno macinato i colori necessari a dipingere le maioliche nei mulini delle vicine valli del Sansobbia; hanno cotto nelle fornaci a legna, raccogliendo le fascine nei boschi dell’entroterra.
E’ grazie a loro se oggi Albisola Superiore fa parte dei comuni appartenenti all’A.I.C.C. (Associazione Italiana Città della Ceramica) che riunisce la realtà ceramica dei Comuni Italiani di antica tradizione e si fregia del marchio D.O.C. per i suoi prodotti.
E’ grazie a loro se oggi Albisola Superiore lavora l’argilla con metodi sostanzialmente immutati da secoli e dove ogni epoca artistica, ogni stile decorativo ha lasciato un segno.

Ecco allora l’arte figulina che si sviluppa nel ‘400 il cui caratteristico impasto argilloso è depurato, di colore giallo chiaro o rosato. Il disegno è fine, a motivi bruni (triangoli, rombi, zig zag) ottenuto tramite la cosiddetta “tecnica a negativo”.

Tra il ‘500 e il ‘600 si sviluppa l’arte della maiolica (prodotto ceramico ricoperto con smalto impermeabile) inizialmente blu cobalto (decoro bianco e blu) e poi policroma.

Intorno alla prima metà del ‘600, il decoro riprende i motivi delle porcellane cinesi della dinastia Ming (1571-1619), con motivi prevalentemente naturalistici (decoro Calligrafico Naturalistico). A seguire il disegno di minuscoli personaggi e animaletti realizzato a più colori o solo in manganese: è il “decoro Levantino”.

Realizzato su maiolica bianca in policromia con colori rosa, giallo, arancione, viola, azzurro e verde è il “decoro Boselli”, che il ceramista Giacomo Boselli introdusse nella seconda metà del ‘700, riprendendo un decoro floreale in voga a Strasburgo, Marsiglia e Lodi.

Ceramica nera e ceramica gialla è la tipica produzione albisolese di ceramica popolare che caratterizza il XIX secolo: terracotta verniciata, con una decorazione realizzata con una particolare tecnica detta a “spugnetta” perché ottenuta con l’uso di una spugnetta ritagliata nella forma voluta. I disegni sono geometrici, ispirati alla trama dei pizzi.