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Percorso: Le Chiese di Albisola Superiore

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Il percorso prevede la visita delle tre chiese di Albisola Superiore: la Parrocchia di S. Nicolò, l’Oratorio di Santa Maria Maggiore, la Chiesetta di S. Pietro, la Parrocchia di Stella Maris.

Tempo percorrenza: 150 minuti circa.

percorso le Chiese di Albisola


L’itinerario inizia dal casello autostradale e termina in Via IV Novembre.

Partendo dallo svincolo autostradale di Albisola Superiore si percorre Corso Mazzini in direzione nord, si imbocca Via Turati e si prosegue fino all’innesto di Via Alessandria.

Arrivati al bivio si svolta a sinistra e si prosegue per Via Schiappapietra che conduce in Piazza San Nicolò ove ha sede l’omonima parrocchia.

Monumento di pregevole arte e storia, è una delle più antiche chiese della diocesi.
Sorge ai piedi del Castellaro e la sua costruzione risale al secolo XI: ne fa fede una lapide del 1067, murata nel campanile.
Ricostruita nel 1600 ha subito ripetute trasformazioni. Nel 1870 furono realizzati i capitelli, tuttora esistenti.

Già nel 1701 fu reso più maestoso il campanile, costruito nel 1607 e riedificato nel 1688; l’area del sagrato davanti alla chiesa stessa, datato 1837, è pavimentato a ciottoli levigati bianchi e neri e recentemente restaurato.
L’interno della chiesa è diviso in tre navate: in esse sono racchiusi capolavori di artisti liguri quali Domenico Buscaglia, Francesco Gandolfi, Gerolamo Brusco.
Sull’altare maggiore si può notare la statua marmorea raffigurante S. Nicolò; il santo patrono è presente anche nella terza cappella della navata di destra; entrambe le opere sono dello scultore Francesco Schiaffino. Nella cappella a destra del presbiterio è conservato un prezioso crocifisso in legno, del 1727, opera di Antonio Maria Maragliano, raffigurante “Gesù agonizzante”.

Attiguo alla chiesa, uscendo poco più avanti sulla destra, è situato l’Oratorio di Santa Maria Maggiore ove sulla facciata è riportata la data del 1612.
La struttura dell’edificio è ad unica navata con volta a botte a tutto sesto e presbiterio quadrato. L’interno è scandito dagli scranni lignei che avvolgono le pareti laterali dall’ingresso fino al presbiterio.
Quest’ultimo si presenta affrescato e irrobustito da lesene sormontate da capitelli e stucchi dorati.
Sopra il portone di ingresso si trova una balconata in legno con un piccolo organo a canne presumibilmente del XIX secolo.
L’altare è in marmo intarsiato e policromo di gusto barocco.

La statua lignea che raffigura Sant’Isidoro agricoltore, datata 1881, nonché le 14 monumentali statue in gesso alte circa tre metri rappresentanti santi collocate in nicchie, lungo le pareti, sono opera di Antonio Brilla.
Vi è inoltre la statua lignea di San Nicolò risalente al 1708 di Anton Maria Maragliano.

L’itinerario riprende ripercorrendo il tragitto iniziale fino allo svincolo autostradale e prosegue per Corso Mazzini, direzione sud, fino a metà viale, dove sulla sinistra, troviamo la stazione ferroviaria e, di fronte alla stessa, la chiesetta romanica di S. Pietro che fu ripetutamente modificata attraverso i secoli.
Distrutta dal terremoto del 1887 fu ricostruita su disegni di Alfredo D’Andrade, sulla pianta di quella precedente.
Tuttavia il progetto non fu completamente eseguito perché manca tuttora il campanile, pur compreso nei disegni del progettista.
Costruita in pietra arenaria e mattoni a vista presenta in facciata un portico con due leoni che sostengono le colonne, tipici dello stile romanico.

Pittoresco il piccolo campanile a vela situato sul lato sinistro della chiesa, fiancheggiata da alti cipressi.
L’interno è a tre navate con tre colonne composite per parte. Di notevole pregio il soffitto ligneo della navata centrale.
L’abside ospita un piccolo altare in marmo e un quadro raffigurante i Santi Pietro e Paolo. Sulla parete sinistra è custodito una porzione di muro dell’antica chiesa.

Riprendendo il percorso verso il mare si arriva al termine di Corso Mazzini e, all’incrocio con Corso Ferrari, si svolta a sinistra; dopo pochi metri si imbocca a destra Via IV Novembre e quindi Via Don Natale Leone.

Ci si trova di fronte alla Parrocchia di Stella Maris dedicata alla “N.S. Stella del Mare”. Costruita tra il 1907 ed il 1915 grazie ad un’idea del sacerdote don Natale Leone, fu consacrata al culto nel 1922.
Nel 1946 fu rifatto il tetto danneggiato dalla guerra e la cupola con lastra di rame.
Altri importanti restauri sono stati effettuati nel 1964. Sulla sommità della cupola si può notare una statua della Madonna alta circa cinque metri.
Di particolare rilievo la porticina del tabernacolo, in argento dorato e lavorata a sbalzo, opera dell’artista Giacomo Manzù (1920 circa) ed eseguita dall’orafo Attilio Nani.