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Percorso: Villa Gavotti, Ponte Medioevale, Portali Ceramici e Sito Archeologico di Epoca Romana

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Il percorso ha un notevole interesse artistico, poiché spazia dalle architetture medioevali, alle opere ceramiche di artisti del 900, ad un sito archeologico risalente all’impero romano.

Tempo percorrenza: 90 minuti circa.

percorso Villa Gavotti


L’itinerario inizia dal casello autostradale di Albisola Superiore, in Corso Mazzini, per terminare all’incrocio con Corso Ferrari (Via Aurelia).

Partendo dallo svincolo autostradale di Albisola Superiore, si percorre Corso Mazzini in direzione nord per poche decine di metri, fino ad incontrare, sulla sinistra, il muro di cinta di Villa Gavotti.

Si fiancheggia il muro, mentre sulla destra si aprono vasti giardini pubblici ombreggiati da enormi platani e ci ritrova in largo Nicolò Gavotti. Costeggiando il muro della villa ci si inoltra nel tratto di via dei Della Rovere che porta verso il mare.
Dopo poco si raggiunge l’ingresso di una delle più belle ville italiane del ‘700, magnifico esemplare del cosiddetto “barocchetto genovese”. Fatta costruire nel 1744 da Francesco Maria, doge di Genova, ultimo discendente dei Della Rovere, passò ai marchesi Gavotti dai quali prese il nome.

La visita all’interno della villa, è possibile solo per gruppi, da prenotarsi presso l’Associazione Italia Nostra Savona – Via dei Mille, 4 – contatti: telefono 019-823708 – fax e segreteria telefonica 019-8402069 – e-mail italianostrasv@libero.it.

La mole quadrata della villa è ingentilita da due lunghe terrazze che, svolgendosi da un lato dell’edificio, comprendono il giardino e scendono a scalinata fino alla bella vasca centrale.

Terrazze e scale sono decorate e impreziosite da balaustre e vasi, da statue tutte di marmo di Carrara rappresentanti personaggi mitologici. Nel giardino vi sono cinque vasche con statue rappresentanti sirene e tritoni. Al piano terreno, a sinistra di chi entra, vi sono tre vasti saloni destinati alle feste, ispirati alle stagioni. La sala della primavera, con dipinti rappresentanti intrecci e motivi floreali, la sala dell’estate ove è dipinta ogni qualità di frutta e di grano e quella dell’autunno in cui sono sospesi grappoli d’uva e foglie di vite in ferro battuto.

La sala dell’inverno è rappresentata da una grotta artificiale costruita in gran parte con materiale tolto dalla grotta del comune limitrofo di Bergeggi; madreperle, conchiglie, coralli ed un pavimento in piastrelle di maiolica ad arabeschi policromi rendono l’ambiente unico e suggestivo. Il soffitto è formato da stalattiti e stalagmiti. Fanno ancora parte della decorazione delle sale, vasi in maiolica e pareti dipinti con affreschi di Andrea Levantino. Nel boschetto il famoso gruppo marmoreo di Ercole che lotta con il leone Nemeo.

Usciti dalla villa, ripercorrendo Via dei Della Rovere, lato monte, si prosegue sino ad inoltrarsi nel centro storico della cittadina. Proseguendo per qualche decina di metri, sulla sinistra, ecco il Ponte Medioevale che scavalca il Riobasco con un arco di forma elegante.

Nell’anno 1215 il podestà Guglielmo Trucco decretava l’esecuzione di un ponte in muratura da erigersi sul Riobasco per rendere possibile alla popolazione del borgo di recarsi alla chiesa di S. Nicolò anche nei giorni in cui il torrente era in piena.

Questo collegamento venne realizzato da Guglielmo Fodrato, proprietario del terreni situati tra Luceto, il torrente Sansobbia e lo stesso Riobasco.

La costruzione, fatta in mattoni rossi, ha resistito nel tempo ed ancora oggi serve da collegamento all’abitato circostante. Per la sua costruzione furono acquistati quattromila mattoni con una spesa complessiva di 38 lire. Superato il ponte e proseguendo sulla sinistra verso monte, attraverso un passaggio che costeggia il Riobasco, si arriva all’incrocio con corso Italia.

Seguendo sulla destra l’attraversamento del ponte stradale sul Riobasco, si giunge ai giardini il cui muro di cinta è realizzato in piastrelle ceramiche policrome. Si prosegue tornando verso il casello autostradale.

Proprio di fronte al casello , al civico 61, si trova un portale ceramico di manifattura Pacetti, in smalto turchese con raffigurazioni di cornucopie che si alternano ai segni dello zodiaco; all’interno del portone, pregevole bassorilievo dell’artista Eliseo Salino. Al civico 71 troviamo un portale opera dello scultore Roberto Bertagnin; sempre nello stesso palazzo ha sede il museo Pacetti che contiene opere ceramiche di artisti contemporanei.

Nel giardino-museo Ernan, attiguo alla fabbrica, trovano posto importanti opere d’arte, di scultura e pittura ceramica di artisti contemporanei di chiara fama, che hanno operato nell’officina ceramica tra cui, Martini, Fontana, Fabbri, Capogrossi, Luzzati, Scanavino, Garelli, Porcù, Berzaini, Bertagnin e Rossello.

Proseguendo verso il mare, sul lato sinistro di Corso Mazzini, si incontra il piazzale della stazione ferroviaria nel quale è possibile soffermarsi per visitare il piccolo sito archeologico di epoca romana della “mansio”, ovvero, stazione della strada romana.

Gli scavi avuti inizio nel 1881 su commissione del canonico Giovanni Schiappapietra riportarono alla luce i ruderi di un piccolo edificio, probabilmente adibito ad uso termale. Tra il 1969 ed il 1975 furono recuperati i resti di una grande villa di tipo agricolo con annesse strutture produttive.

Sempre vicino al sito archeologico, la ricostruzione della chiesetta di S. Pietro e, di fronte, sulla facciata della stazione ferroviaria, il pannello ceramico dell’artista Scirocci.

Altri portali si incontrano in Via dei Levantino ai numeri civici 12, 20, 26 e 34, raffiguranti storie dell’automobile delle imbarcazioni ed altri temi. Il percorso prosegue sul lato sinistro del viale fino ad arrivare all’incrocio con via XXV Aprile dove, al civico, 3 si trova un portale opera dello scultore De Salvo.

Sempre sullo stesso lato del corso, al civico, 20, troviamo un pannello ceramico dello stesso autore raffigurante Venere ed un flautista.